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vulvia
La strada per l'inferno è lastricata di buone intenzioni.

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DIARI
15 ottobre 2009
Cronache inutili #3

Spingevano il pianoforte lungo la strada trafficata del centro storico, come se lui non volesse saperne di venir via. Eppure aveva sfilato compunto attraverso il cortile quadrangolare in travertino decorato con stucchi, rilucevano di nero le statue che lo scortavano all'uscita. Non riuscì a voltarsi, la cassa armonica non avrebbe retto a tanto malincuore. Pensava alle mani che l'avevano sfiorato ogni notte, ora intente a sfogliare un catalogo della Steinway & Sons, già piene di desiderio per un altro.  Non c'è armonia in questo mondo e forse nemmeno nell'altro, pensò, ovunque esso sia.
Trascinerò il mio enorme amore nell'ombra di uno scantinato, magari a ridosso di un teatro, e lascerò che lo copra una patina di polvere, che mi sommerga il silenzio e la noia.

Paolo Conte, Molto lontano,  Live Arena Di Verona, 2005




permalink | inviato da vulvia il 15/10/2009 alle 8:29 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
DIARI
20 settembre 2009
Cronache inutili #2

E tiepido oggi il mattino, pochi manipoli d’uccelli a presidiare i deboli scampoli di sole. Questo quartiere è divenuto una trincea di guerra permanente, le ambulanze lo percorrono gridando disperate. Per le strade la povertà annega e lascia alla deriva sempre più desolanti forme umane. Ne soffro a guardarle inerti. Fanno la fila nei discount e ne escono con vino in tetrapak di annate imprecisate, poi rincorrono orizzonti sbilenchi sdraiati sull’asfalto di una solitudine insanabile. Non serve più alzarsi sulle punte dei piedi per alimentare l’arco voltaico di un’attesa. Più diventa tutto inutile più credi che sia veroDicono che sta arrivando il freddo. Sono i tempi. E il giorno della fine non ti servirà l'inglese.

Il re del mondo, Franco Battiato, L'era del cinghiale bianco, 1979




permalink | inviato da vulvia il 20/9/2009 alle 13:23 | Versione per la stampa
DIARI
19 settembre 2009
Cronache inutili



Lei scese di fretta dalla corriera, increspando  la gonna fino al ginocchio. Come sopravvivesse a lunga peregrinazione e devota offrisse fiori ai piedi d'un santo toccò terra. Ad aspettarla un uomo dal cappello bagnato di pioggia. Si guardarono brevemente commossi d'esistere l'uno per l'altra. Poi solo un bacio.




permalink | inviato da vulvia il 19/9/2009 alle 11:48 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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